Dott.ssa Erika Stefania – Nutrizionista a Savigliano e Online
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Dieta Chetogenica VLCKD e Steatosi Epatica (Fegato Grasso): Qual È la Correlazione?

Benvenuto in “Dieta Chetogenica in Pillole”, la nuova rubrica dove rispondo in modo chiaro, diretto e basato sull’evidenza scientifica alle domande che ricevo più spesso durante le consulenze.
Ogni “pillola” nasce dall’esperienza quotidiana con pazienti reali e ha l’obiettivo di aiutarti a capire meglio come funziona la chetosi nutrizionale, quali benefici può offrire e quali accorgimenti è importante adottare per seguire il protocollo in modo efficace e sicuro.

Prima di iniziare però, se ancora non mi conosci, lascia che mi presenti.

Mi chiamo Erika, sono una biologa nutrizionista professionista iscritta all’ordine nazionale dei Biologi e da oltre 13 anni prescrivo con successo la dieta VLCKD ai miei pazienti, permettendo loro di raggiungere visibili risultati in breve tempo.


Andiamo quindi alla domanda di oggi:

Dieta Chetogenica VLCKD e Steatosi Epatica (Fegato Grasso): Qual È la Correlazione?

La VLCKD associata ad alimenti funzionali è uno dei protocolli dietetici che ha mostrato i risultati più forti e rapidi nel migliorare la steatosi epatica (fegato grasso), soprattutto in presenza di sovrappeso, insulino-resistenza o sindrome metabolica.

La steatosi epatica deriva da un eccesso di grasso accumulato negli epatociti (cellule del fegato). La VLCKD interviene su tutti i meccanismi che la sostengono.

Riduzione rapida del grasso viscerale. Il grasso addominale è quello che alimenta maggiormente il deposito di lipidi nel fegato. La VLCKD induce una forte mobilizzazione dei trigliceridi dal fegato e una riduzione del grasso intraepatico già in 2-4 settimane. Alcuni studi mostrano una riduzione del 30-40% del grasso epatico in tempi molto brevi.

Calo della lipogenesi epatica. Con pochissimi carboidrati si riduce drasticamente la produzione di grasso nel fegato a partire dagli zuccheri (de novo lipogenesi).

Miglioramento dell’insulino-resistenza. La VLCKD riduce l’insulina basale, l’HOMA-IR e la glicemia. Poiché l’insulino-resistenza è uno dei principali motori della steatosi, questo miglioramento è particolarmente rilevante.

Riduzione dell’infiammazione. Si osserva una riduzione di ALT, gamma-GT e marker infiammatori, segni di un possibile miglioramento della steatoepatite (NASH) nei casi lievi-moderati.

Quando fare attenzione?

Il protocollo va eseguito con cautela in caso di patologia epatica avanzata, forte insufficienza renale o disturbi del comportamento alimentare. In questi casi è indispensabile la supervisione medica.

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