Dott.ssa Erika Stefania – Nutrizionista a Savigliano, Torino e Saluzzo
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Differenza tra Dieta Chetogenica Classica e VLCKD

Hai sentito spesso parlare di dieta chetogenica e di dieta chetogenica VLCKD, e ti stai chiedendo quale sia la differenza tra le due?

Bene, questo articolo cerca di rispondere proprio alla tua domanda!

Prima di iniziare però, se ancora non mi conosci, lascia che mi presenti.

Mi chiamo Erika, sono una biologa nutrizionista professionista iscritta all’ordine nazionale dei Biologi e da oltre 12 anni prescrivo con successo la dieta VLCKD ai miei pazienti, permettendo loro di raggiungere visibili risultati in breve tempo.

Partiamo subito!

Qual è la Differenza tra Dieta Chetogenica Classica e VLCKD

In un mondo dove il termine “dieta chetogenica” è stato “ampiamente violentato”, è importante fare chiarezza, soprattutto per quanto concerne la definizione tra dieta chetogenica mediterranea e dieta chetogenica con alimenti funzionali VLCKD.

  • La dieta chetogenica con alimenti freschi (mediterranea), spesso viene usata per gestire diverse patologie, tra cui quelle neurologiche, quali ad esempio l’epilessia farmaco resistente in età pediatrica o l’emicrania.
    Tale protocollo, che deriva dalla dieta di Atkins modificata (MAD), è caratterizzato da una buona/elevata quantità di grassi. In questo protocollo si ha un controllo stretto di carboidrati, mentre l’apporto proteico e calorico sono liberi da limitazioni.
  • La dieta chetogenica VLCKD con alimenti funzionali invece (very low calorie ketogenic diet) è caratterizzata dal fatto di essere un protocollo ipocalorico (circa 800 kcal), ipoglucidico, normoproteico (per cui NON si verifica mai un sovraccarico a livello renale ed epatico perché non provoca la condizione patologica di acidosi), ma decisamente ipolipidica.
    Per questo motivo spesso viene associata alla necessità di dover effettuare sul paziente un calo ponderale. Il basso apporto di lipidi inoltre consente spesso una riduzione dell’assetto lipidico a livello ematico cosa che invece non si riscontra in diete chetogeniche con proteine fresche ad esempio la carne in quanto ricca di proteina ma anche di grassi.

La SIE (società endocrinologica italiana) ha definito la VLCKD, inserendola nel Vademecum del 2021, come protocollo alimentare di prima intenzione per la cura del diabete di tipo 2 ed obesità, infatti al suo interno si trova scritto quanto sotto riportato:

“La dieta chetogenica rappresenta un intervento nutrizionale che mima il digiuno, attraverso un introito calorico giornaliero estremamente ridotto, attuato mediante una marcata restrizione dell’assunzione quotidiana di carboidrati (in genere con quantitativi < 50 g/die) e relativo incremento nella proporzione di grassi (15-30 g/die) e proteine (1-1.5 g/kg di peso ideale/die).”

Nel 2014 un position paper dell’ADI ha proposto la VLCKD come opzione terapeutica in differenti patologie, tra le quali l’obesità grave, obesità complicata (in particolare da DM2), steatosi epatica non alcolica, calo ponderale in previsione della chirurgia bariatrica, OSAS ed epilessia farmaco-resistente.

Nel 2016 la VLCKD è stata menzionata con indicazioni simili negli Standard di cura nell’obesità, editi a cura di SIO e ADI.

Dopo sistematica revisione di metanalisi delle evidenze, la VLCKD, viene indicata come possibile ed efficace alternativa al trattamento dell’obesità, in particolare se severa e/o complicata da comorbilità, che necessita di immediato e sostanziale calo ponderale.

Un approccio basato sull’induzione della chetogenesi offre questi vantaggi:

      • Fattori motivazionali legati al rapido calo del peso, superiore nel breve periodo rispetto alle diete tradizionali
      • Riduzione della fame legata alla moderata chetosi indotta
      • Perdita di massa grassa (in particolare viscerale) con mantenimento del trofismo muscolare
      • Miglioramento del controllo glicemico e resistenza insulinica, migliorato funzionamento delle B-cellule.

Vengono spesso utilizzati alimenti funzionali perché, utilizzando alimenti freschi, non sarebbe possibile ottenere un piano alimentare sulle 800 kcal equilibrato, soprattutto in relazione ai micronutrienti, per cui la carenza degli stessi porterebbe a disfunzioni organiche.

Infatti, è importante da parte dello specialista monitorare, in tal senso i pazienti dato che è necessario escludere alcuni gruppi alimentari dal protocollo per poter garantire l’attivazione della chetosi.

Ricordiamo anche che i pasti proteici sono altamente biodisponibili per ciò che concerne le proteine in essi contenuti garantendo il mantenimento della massa magra (muscolo) ed, anche a fine dieta quindi, non abbassando il metabolismo direttamente correlato ad essa.

Essi sono anche in grado di

  • far perdere peso attraverso la termogenesi indotta
  • aumentare la sazietà, riducendo il senso di fame e migliorando la compliance alla dieta da parte del paziente perché psicologicamente appagante.

È quindi possibile avere alimenti che ricordano pasti ricchi di carboidrati ed emulano perfettamente la dieta mediterranea che poi sarà l’obiettivo da raggiungere per imparare a mangiare correttamente e camminare in modo autonomo, imparando a gestire quindi la quotidianità ed o momenti di sgarro.

Per cui si ha una dieta in grado di ridurre il grasso addominale (la famosa pancetta) senza alcuna perdita di massa muscolare.

Attraverso il mantenimento, con il reinserimento dei glucidi (zuccheri) graduale si porta il paziente ad un educazione alimentare mediterranea trovando poi con la personalizzazione della stessa un ottimo compromesso tra uno stile di vita sano e lo sgarro libero.

VLCKD DIETA CHETOGENICA CLASSICA
Ipoglucidica Ipoglucidica
Normoproteica Iperproteica
Ipocalorica Isocalorica/Ipocalorica/raramente ipercalorica
Ipolipidica Iperlipidica

Chetoni esogeni? No grazie!

Spesso venduti sotto forma di drink magici in grado di prepararci alla prova costume… ma purtroppo non mantengono ciò che promettono, è la solita trovata commerciale non supportata da evidenze scientifiche. Ecco spiegato il perché: i chetoni come già detto anche negli articoli precedenti, sono sostanze acide sintetizzate dal fegato partendo dai grassi.

Quando il corpo umano ha pochi zuccheri a disposizione, non avendo energia disponibile per mantenere le funzioni vitali inalterate, mobilizza i grassi di deposito dal fegato che trasforma gli stessi in corpi chetonici che poi sono subito convertiti in energia che è subito disponibile per il corpo ed i neuroni ossia le cellule del cervello.

I prodotti come i chetoni esogeni, oltre a contenere degli emulatori dei corpi chetonici prodotti in genere dall’organismo per il processo sopra descritto, racchiudono anche i loro derivati quali il diatecile o precursori degli stessi.

Il corpo è una macchina troppo intelligente, in grado di riconoscere questi chetoni come esogeni (non prodotti da se) per cui, senza utilizzare la restrizione calorica legata soprattutto all’introduzione dei cibi a basso contenuto di carboidrati, non è invogliato ad utilizzare le riserve lipidiche per produrli da se. Di conseguenza i grassi non vengono bruciati, per cui:

“La dieta chetogenica è efficace per il dimagrimento quando è anche una dieta ipocalorica, e quando il soggetto è in una condizione di chetosi fisiologica, condizione che permette di utilizzare con estrema efficacia le riserve di grasso dell’organismo.”

Utilizzando i chetoni esogeni in maniera massiva, diverse decine di grammi per intenderci, gli organi come cuore, cervello, muscoli li utilizzeranno con grande avidità, risparmiando quindi zuccheri e i grassi si accumuleranno quindi a livello del tessuto adiposo.
Nella chetosi fisiologica l’utilizzo dei grassi di riserva è favorito da un assetto ormonale legato solo alla stessa condizione fisiologica, cosa che non avviene con l’inserimento di chetoni esogeni che porta al contrario ridurre l’utilizzo dei nostri grassi di riserva. Questo processo purtroppo porterà ad un dimagrimento estenuante.

Nelle VLCKD sono gli acidi grassi di riserva (grasso corporeo) ad essere scomposti, mentre nelle diete chetogeniche classiche derivano per la maggior parte dalla scomposizione degli acidi grassi ingeriti.

Inoltre maggiore numero di grassi alimentari vengono ingeriti e più gli stessi vengono usati preferibilmente a scopo energetico, a scapito dei grassi di riserva, ed è quindi per questo che la VLCKD è fondamentale mantenere la quota lipidica bassa in modo da liberare in gran quantità i grassi di riserva con conseguente dimagrimento al fine di produrre i corpi chetonici.

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